Cenni storici

Nato come borgo agricolo della prospera colonia romana di Aquileia, Fiumicello deriva il suo nome dal vocabolo latino flumen ed è citato per la prima volta (Fiumisèl) in un atto dei 1174.
La sua storia è intimamente legata a quella di Aquileia: con essa subisce le devastanti invasioni degli Unni, dei Visigoti, degli Ostrogoti, degli Avari, dei Longobardi, con essa vede l'avvento del Cristianesimo e la costituzione della potenza patriarcale (del 1210 è un documento sottoscritto dal Patriarca Wolfger, con il quale convoca il Capitolo Aquileiese a Fiumicello).
L'invasione longobarda aveva intanto avviato quel processo di feudalizzazione che farà di Fiumicello una gastaldia mai trasformatasi in comune: nel 1268 il patriarca Gregorio di Montelongo investe Leonardo, podestà di Aquileia, della Castaldia di Fiumicello.

Nei secoli XV e XVI, che vedono l'inesorabile declino della potenza patriarcale, Fiumicello, giuridicamente sottoposta al Patriarca ma occupata militarmente dagli Austriaci, risente delle lotte tra Venezia e gli Asburgo. Cessato nel 1420 il potere civile del Patriarcato d'Aquileia, nel 1516, con una delle tante "paci" di cui è piena la storia, il Friuli viene spartito tra Venezia e la monarchia asburgica e Fiumicello, assieme ad Aquileia e molti altri paesi, tra cui Gradisca, passa sotto il dominio della casa d'Austria e diventa parte della Contea Principesca di Gorizia.

Da allora, secoli di vita più o meno pacifica, trascorsi nella fame e nella miseria, fino all'arrivo di Napoleone(1797) evento che gli abitanti di Fiumicello vivono solo di rinesso, mentre il paese per un breve periodo passa al Regno d'Italia ed è assegnato al Dipartimento di Passariano.

Nel 1814, tramontato l'astro napoleonico, Fiumicello toma all'Austria ed austriaco rimane fino alla fine della prima guerra mondiale, in seguito alla quale diventa italiano a tutti gli effetti. Aggregato nel 1923 per motivi politici al vicino comune di Aquileia, simbolo di "romanità" Fiumicello deve aspettare la caduta del fascismo e la fine della seconda guerra mondiale per riprendersi l' 1 giugno 1947 la sua autonomia.

Da allora il paese è cresciuto, diventando un attivo centro agricolo che ospita da 40 anni la mostra regionale delle pesche; la popolazione si è stabilizzata sui 4300 abitanti e numerose associazioni e gruppi rendono vivace il tessuto sociale.